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La sicurezza è un elemento fondamentale in ogni luogo di lavoro e lo è ancora di più quando gli operai svolgono la loro attività ad altezze notevoli.

La fase di progettazione linee vita deve essere seguita con estrema cura se si vuole procedere successivamente a un’installazione corretta che permetta al dispositivo di sicurezza di superare tutte le verifiche.

L’accurata progettazione di linee vita è indispensabile per tutti quei mestieri che vengono fatti in quota e, vista la loro importanza nella salvaguardia della salute dei lavoratori, deve essere fatta rispettando precise norme.

Il progettista deve progettare e creare:

  • un elaborato grafico con la descrizione dei rischi e delle modalità di utilizzo del sistema anticaduta.
  • La Pianta del tetto con indicazione della posizione dei dispositivi di ancoraggio e delle linee vita ed i vari percorsi in sicurezza.
  • Le Istruzioni di utilizzo del sistema anticaduta ed indicazioni dei DPI che deve avere in dotazione un operatore.

Le scelte effettuate in fase di progettazione sono volte a rendere sicura la copertura, garantendo al contempo comodità e facilità di utilizzo.

Il Progetto ed elaborato grafico devono permettere al datore di lavoro di fornire agli utilizzatori “dettagliate informazioni sui rischi specifici esistenti nell’ambiente in cui sono destinati ad operare e sulle misure di prevenzione e di emergenza adottate in relazione alla propria attività.” (art. 26 del d.lgs. 81/2008).

Hai bisogno di progettare una linea vita?

Linea Vita Campania attraverso il suo ufficio tecnico può darti risposte immediate. Sopralluogo gratuito, se necessario, e un preventivo chiaro ed efficace completo di schema di impianto conforme alle normative.

Parla con un nostro Consulente disponibile per informazioni sia tecniche che commerciali.
Tel . 3477516024 / 08119217273
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Tutti i DPI di terza categoria prevedono per legge che chi ne fa uso frequenti prima dei corsi specifici di informazione e addestramento. Così sancisce il Dlgs 81/08.

I DPI di terza categoria sono destinati a lavori e interventi estremamente rischiosi e servono per ripararsi in ambienti con temperature molto basse o estremamente elevate, per tutelare le vie respiratorie, per difendersi da attacchi chimici, per proteggersi dai contatti elettrici e per prevenire ed evitare le cadute dall’alto.

In questo gruppo di DPI troviamo:

imbragature di sicurezza

elmetti

maschere con filtro o respiratori isolanti

rivelatori di gas nocivi o infiammabili

Nel caso in cui non si provveda alla giusta formazione oppure nel caso in cui i DPI vengano usati in modo scorretto o i lavoratori non siano equipaggiati in maniera idonea, è possibile andare incontro a sanzioni importanti e a procedimenti civili e penali.

Hai bisogno di maggiori informazioni? Contattaci!

Formazione per DPI di terza categoria

I corsi per i DPI di terza categoria sono necessari per apprenderne particolarità e tecnica, maggior attenzione viene impiegata per quelli presenti nell’azienda in cui il lavoratore presta la sua attività, in modo da permettergli di acquisire una buona conoscenza e una dimestichezza tale con i dispositivi che si ritroverà ad usare quotidianamente, da permettergli di operare in maniera sicura.

I corsi si dividono sempre in parte teorica e parte pratica e dopo avere fornito una preparazione su tutto ciò che la normativa prevede e su tutti gli argomenti di teoria dei vari dispositivi, ci si concentra sull’utilizzo vero e proprio correlato da spiegazioni specifiche e puntuali.

Nella parte teorica, si affrontano numerosi argomenti tra cui:

normativa generale di riferimento

valutazione dei rischi più frequenti

categorie e tipologie di DPI

scelta dei DPI

obblighi dei lavoratori e dei datori di lavoro

manutenzione e conservazione dei DPI

utilizzo corretto dei diversi dispositivi di protezione

Nella parte pratica si impara poi a indossare e utilizzare correttamente i dispositivi, a riconoscerli, a procedere in sicurezza su una copertura e ad affrontare luoghi in quota con cordini anticaduta, imbrago, arrotolatore e molto altro.

Inoltre si testano manovre di evacuazione e recupero, si apprendono elementi di primo soccorso e ci si esercita con procedure operative di salvataggio.

Linea Vita Campania si occupa della revisione DPI con professionalità e accuratezza, rilasciando per ogni dispositivo un report di ispezione attestante le verifiche e ispezioni eseguite ed applicando un datario a promemoria del successivo intervento di ispezione.

Tel. 3477516024

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orario ufficio dalle 9.00 alle 18.00

Le linee vita sono regolamentate dalle seguenti norme tecniche:

  • UNI EN 795
  • UNI 11578
  • UNI 11560.

In realtà, in esse si parla solo di linee di ancoraggio flessibili/rigide orizzontali, di ancoraggi lineari e di sistemi di ancoraggi lineari.

Le parole linee vita sono invece esplicitamente citate nel Testo unico per la sicurezza nei luoghi di lavoro, il d. lgs 81 del 2008. Compaiono infatti all’articolo 115, Sistemi di protezione contro le cadute dall’alto, dove sono citate insieme ad altri tipi di dispositivi di protezione. Sempre più numerosi sono i regolamenti edilizi che prevedono l’obbligo di installazione di linee vita fisse per le nuove costruzioni o in concomitanza con lavori di ristrutturazione importanti.

L’obiettivo delle norme è infatti quello di far utilizzare tali linee per tutti i lavori di manutenzione della copertura o comunque in quota, a cui sarà sottoposto l’edificio negli anni successivi.

La normativa richiede che l’installazione sia eseguita solo su predisposizione di apposito progetto e da installatori formati ed esperti. L’utilizzatore deve essere infatti formato e addestrato all’utilizzo di DPI di III categoria per i lavori in quota. Periodicamente, in base alle indicazioni del produttore, gli ancoraggi devono essere ispezionati e manutenuti. Gli intervalli di ispezione sono solitamente di 1 o 2 anni.

Ogni regione presenta proprie limitazioni e obblighi sulla Linea Vita, ma, in linea di massima, vengono sempre richiesti:

  • planimetria dell’impianto anticaduta con riferimento agli accessi, le zone di transito, etc.
  • relazione descrittiva riportante le scelte progettuali, nonché la tipologia dei punti di ancoraggio scelti
  • relazione, redatta dal progettista strutturale, con il calcolo dei fissaggi e la verifica che la struttura in posto sia idonea a sopportare i carichi trasmessi dai componenti anticaduta in fase di utilizzo
  • schede tecniche/certificazioni dei componenti anticaduta, nonché le schede tecniche/certificazioni dei fissaggi utilizzati
  • dichiarazione di corretta messa in opera dei componenti di sicurezza, redatta dall’installatore, in relazione alle indicazioni del fornitore dei componenti anticaduta, dei fissaggi e delle norme di buona tecnica, nonché alle indicazioni del progettista strutturale
  • certificazione del produttore sulle caratteristiche dei materiali e dei componenti utilizzati.

L’obbligo di installare linee vita in Campania è in vigore da novembre 2017.

Se hai bisogno di ulteriori informazioni sulle linee vita in Campania contattaci pure senza impegno!

Che cosa è la durata di vita di un DPI?

La durata di vita di un DPI è quel periodo di tempo previsto per un utilizzo del DPI in condizioni di totale sicurezza. La durata di vita, non è un periodo di tempo fisso, cristallino, determinato, ma è solamente una previsione in quanto può variare (diminuire) in funzione di diversi fattori, tra cui:

  • l’evoluzione delle tecniche e della compatibilità dei prodotti tra loro;
  • l’intensità e la frequenza di utilizzo;
  • l’ambiente e le condizioni di utilizzo: presenza di aerosol salini, fumi o vapori, ambienti chimici aggressivi, ambienti polverosi, freddo o calore estremo, umidità, ecc;
  • l’eventuale mancato rispetto delle condizioni di utilizzo, di manutenzione e di stoccaggio riportate all’interno delle Istruzioni d’Uso e di Manutenzione del prodotto;
  • l’esito delle ispezioni periodiche obbligatorie eseguite da personale competente.

Un medesimo DPI potrebbe quindi avere una durata di vita differente in funzione delle condizioni di utilizzo in cui viene impiegato. Tanto più queste sono aggressive, tanto maggiore deve essere la frequenza dell’ispezione periodica.

Un esempio relativo alla frequenza di ispezione periodica in funzione delle condizioni:

Condizioni di utilizzo         Frequenza raccomandata per l’ispezione periodica

Regolare – Occasionale   12 mesi

Frequente oppure

Regolare – Occasionale in ambiente aggressivo      6 mesi

Intensivo oppure

Frequente in ambiente aggressivo      3 mesi

Dove trovo la durata di vita di un DPI?

Tale informazione, per la maggior parte dei casi, è reperibile all’interno delle Istruzioni d’Uso e di Manutenzione del DPI, ma, il alcuni casi, i fabbricanti hanno pubblicato delle comunicazioni ufficiali riportanti un aggiornamento in merito all durata di vita dei propri DPI, abrogando quindi quanto scritto all’interno delle Istruzioni d’Uso e di Manutenzione emesse con data antecedente a quella della comunicazione.

Qualificati presso i principali produttori e importatori per la revisione DPI interveniamo anche direttamente in azienda per ridurre al minimo le interruzioni nelle attività lavorative causate dall’assenza dei DPI mandati a ispezionare.

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Secondo la legge italiana è obbligatorio predisporre tutte le misure di sicurezza necessarie per eseguire lavori in alta quota senza pericoli e tutelando i lavoratori (Art.115 del D.lgs 81/08).

La linea vita rientra nei requisiti, ed è un comodo sistema di sicurezza utile per svolgere interventi a un’altezza di almeno 2 metri dal suolo e che può essere utilizzata con efficacia sia in un’azienda che su una abitazione civile.

In particolare è adatta a:

  • lavori di ristrutturazione o manutenzione di una struttura già esistente e posta in altezza, come ad esempio un tetto;
  • interventi su superfici finestrate estese;
  • interventi per installare e manutenere impianti tecnologici in altezza.

È quindi un’ottima soluzione per innumerevoli attività, tra cui: intervenire su un tetto, eseguire lavori di restauro, sistemare l’antenna del televisore, pulire le grondaie, installare l’impianto fotovoltaico o riverniciare una finestra.

Ma quando è il momento giusto per installare una linea vita?

Il momento ideale per il montaggio di una linea di ancoraggio sul tetto della propria abitazione è quello in cui il tetto stesso viene realizzato (ovvero in fase di costruzione dell’edificio) o in occasione di una manutenzione straordinaria. In queste fasi risultano infatti esposte le parti della struttura a cui fissare gli elementi della linea vita.

Proprio per questo motivo le regioni che hanno reso obbligatoria l’installazione di linee vita e di sistemi permanenti per la prevenzione delle cadute dall’alto hanno definito che l’installazione deve avvenire in occasione della costruzione di nuovi edifici o di manutenzioni straordinarie al tetto.

Nulla vieta, ed è anzi prassi consolidata per molti amministratori immobiliari, di commissionare l’installazione di sistemi di ancoraggio senza che su un tetto già esistente siano previsti interventi di manutenzioni straordinaria. In questo caso l’amministratore tutela la sicurezza di operai e manutentori che dovessero accedere ad un tetto privo di altri sistemi di protezione.

Contattaci per maggiori informazioni o per ulteriori approfondimenti.

I DPI di terza categoria sono attrezzature fondamentali per garantire il massimo livello di protezione dei lavoratori contro i possibili rischi derivanti dalle loro particolari mansioni.

La normativa di riferimento D.Lgs. 81/08 specifica che i dpi di terza categoria in alcuni ambiti sono obbligatori, mentre in altri casi sono facoltativi ed è a discrezione del datore di lavoro o del lavoratore scegliere se indossarli oppure no.

Elenco dpi terza categoria:

Elenco dpi terza categoria:

Elmetti: gli elmetti rientrano probabilmente negli strumenti di questa categoria più diffusi in quanto sono previsti in svariati ambiti lavorativi. Questi dispositivi proteggono il capo dalle cadute accidentali e anche da quelle di materiali provenienti dall’alto. Gli elmetti omologati e conformi alla legge sono dotati di aggancio di sicurezza sotto il mento per impedirne lo scivolamento. Alcuni modelli sono dotati di visiera per proteggere gli occhi dagli agenti irritanti, di dispositivi otoprotettivi per proteggere l’apparato uditivo e possono essere dotati anche di maschere per tutelare le vie respiratorie.

Imbracature: sono dei dispositivi utili per lavorare in quota con un ancoraggio stabile e sicuro, indispensabile per proteggere dalle cadute accidentali. Grazie alle imbracature i lavoratori possono operare nella massima sicurezza e muoversi anche comodamente visto che sono progettate per lasciare liberi i movimenti e consentire di svolgere normalmente l’attività lavorativa. Le più diffuse imbracature ventrali sono quelle caratterizzate da ancoraggi sul retro e doppia asola inguinale.

Autorespiratori: si tratta di dispositivi di protezione per le vie respiratorie necessari per tutelare il lavoratore da grandi rischi per la sua salute come gravi lesioni o patologie. Si indossano quando vengono svolti lavori in ambienti con carenza d’ossigeno o dove c’è una forte contaminazione da inquinanti.

Linea Vita Campania si occupa della revisione DPI con professionalità e accuratezza, rilasciando per ogni dispositivo un report di ispezione attestante le verifiche e ispezioni eseguite ed applicando un datario a promemoria del successivo intervento di ispezione.

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Cos’è un punto di ancoraggio?

Un punto di ancoraggio è il punto su un sistema di ancoraggio al quale è previsto il fissaggio del dispositivo individuale di protezione contro le cadute (rif. UNI EN 795:2012, punto 3.6): per semplificare possiamo definire il punto di ancoraggio la parte fisica dove si aggancia il connettore (DPI).

Quale la differenza tra linea vita e dispositivi di ancoraggio (tipo A)?

I punti di ancoraggio consentono di muoversi soltanto nell’area circolare di raggio pari alla lunghezza del cordino, mentre le linee vita consentono lo spostamento lineare per tutta la loro lunghezza.

Cos’è un DPI?

La UNI 11158:2015 al punto 3.25 e la UNI 11560:2014 al punto 3.12, definiscono come dispositivo di protezione individuale (D.P.I.) un prodotto che ha la funzione di salvaguardare la persona che lo indossa, o che comunque lo porti con sé, da rischi per la salute e per la sicurezza. In particolare, un D.P.I. contro le cadute dall’alto deve assicurare la persona ad un punto di ancoraggio in modo tale da prevenire o arrestare una caduta dall’alto in condizioni di completa sicurezza.

Chi è Linea Vita Campania?

Linea Vita Campania si occupa di produrre e fornire linee vita e sistemi anticaduta per la protezione del lavoro in quota. La corretta fornitura di materiale in questo ambito relativo alla sicurezza non può prescindere la corretta e migliore progettazione del sistema e uno studio, in base alla metodologia di lavoro, dei migliori DPI da utilizzare.

Linea Vita Campania è composto da un team di specialisti del settore anticaduta, con ampia esperienza nel campo e in grado di offrire metodi collaudati ed efficaci per la realizzazione di ogni opera in piena sicurezza.

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I Dispositivi di Protezione Individuali (DPI) sono indispensabili per la sicurezza sul lavoro, dagli Spazi Confinati e/o Sospetti di Inquinamento ai Lavori in Altezza. Attraverso un’adeguata progettazione permettono di abbattere i rischi di caduta dall’alto.

Durante la salita e la discesa sono le fasi in cui si hanno maggiori rischi, che variano anche in base alle misure corporee di un lavoratore quali peso, larghezza delle spalle (asse maggiore), profondità del corpo (asse minore) ed il baricentro. In questo caso, i DPI sono indispensabili. Nello specifico è necessario prevedere l’uso di sistemi di arresto caduta, previsti dall’art. 115 del D.Lgs. n. 81/2008, per prevenire le cadute dall’alto quali:

  1. Punto di Ancoraggio: per prevenire o arrestare completamente le cadute dall’alto:
  2. Assorbitore: una componente del sistema anticaduta attenua gli effetti di un’eventuale caduta dall’alto;
  3. Cordino: il cordino in fune metallica, fibra sintetica o catena è l’elemento intermedio tra il punto di ancoraggio e l’assorbitore;
  4. Imbracatura per il Corpo: costituita da larghe cinture, fibbie di regolazione a anelli di ancoraggio, ha la principale funzione di sistema anticaduta.

Inoltre è fondamentale prevedere una procedura di emergenza, in particolar modo nella fase di discensione. Bisogna calcolare anche la sindrome da sospensione, perché tutte le volte che un corpo rimane in sospensione le fasce cosciali possono lasciare segni se utilizzate a lungo. Un’operazione che deve eseguita a seguito di adeguata formazione e addestramento.

Per maggiori informazioni, visita la sezione dedicata sul nostro sito.

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Per sicurezza sul lavoro si intende l’insieme delle azioni mirate a garantire l’incolumità dei lavoratori.

La sicurezza sul lavoro riguarda l’insieme delle misure da adottare per garantire la salute e la sicurezza dei lavoratori ed evitare o ridurre sensibilmente i rischi durante le prestazioni lavorative. Tale condizione si verifica quando i lavoratori sono dotati di tutti i sistemi di protezione per svolgere la propria attività e sono informati su tutte le normative vigenti.

La salute e la sicurezza sul lavoro devono promuovere e mantenere il più alto livello di benessere fisico, mentale e sociale dei lavoratori in tutte le professioni e alla prevenzione adottate dal datore di lavoro e dai dipendenti.

Inoltre, il luogo di lavoro deve essere dotato di tutti gli strumenti necessari per garantire protezione contro eventuali incidenti.

L’importanza dell’informazione: formazione e addestramento

La formazione e l’addestramento sono elementi indispensabili per garantire la sicurezza sul lavoro nei lavori a rischio. La conoscenza di tutte le misure da adottare è l’unico strumento che possa garantire ai lavoratori la propria incolumità e quella dei colleghi.

In ambito della sicurezza sul lavoro, una delle figure responsabili è il datore di lavoro, il quale svolge un ruolo chiave nella tutela dei propri dipendenti. Il datore, infatti, ha l’obbligo di valutare ed evitare che i probabili pericoli dell’attività si traducano in rischi per i dipendenti, dunque di provvedere alla loro formazione e all’addestramento.

Qual è il decreto legislativo che regolamenta la sicurezza sul lavoro?

La normativa che regolamenta la Sicurezza sul lavoro in Italia è il Decreto Legislativo 81/08 o Testo Unico sulla Sicurezza sul Lavoro, aggiornato a gennaio 2019.

Il decreto legislativo 81/08 stabilisce:

regole,

procedure

misure preventive

da adottare per rendere sicure le attività sul luogo di lavoro, qualunque essi siano.

Tra le maggiori innovazioni trattate nel decreto legislativo Testo Unico, ricordiamo:

l’individuazione dei fattori e delle sorgenti di rischio

la riduzione del rischio nei luoghi di lavoro

il monitoraggio continuo delle misure preventive

l’elaborazione di una strategia aziendale accettata e condivisa.

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La revisione della norma UNI 11560 ha portato grandi cambiamenti

In data 23 giugno 2022 è stata pubblicata dall’UNI (Ente Nazionale Italiano di Unificazione) la revisione (UNI 11560 2022) della norma tecnica UNI 11560:2014.

La revisione UNI 11560 del 2022 introduce delle importanti novità, che riguardano principalmente tre punti:

la documentazione a corredo del sistema di ancoraggio, partendo dalla progettazione;

le figure coinvolte nei processi di installazione, ispezione e manutenzione;

i controlli da eseguire in fase di ispezione.

La documentazione a corredo del sistema di ancoraggio

La norma 11560:2022, richiede obbligatoriamente, tra la documentazione a corredo del sistema, la presenza dell’ETC e della Relazione di Calcolo a firma di un Tecnico Abilitato. Nella revisione precedente del 2014, tale documentazione era solamente suggerita.

Le figure coinvolte nei processi di installazione, ispezione e manutenzione

Con la nuova revisione 11560 del 2022, vengono introdotte tre nuove definizioni relative alla figura dell’installatore dei sistemi di ancoraggio.

Installatore base: Persona competente, in grado di effettuare il montaggio, l’eventuale smontaggio e l’ispezione al montaggio del sistema di ancoraggio.

Installatore intermedio: Persona competente, in grado di effettuare il montaggio, l’eventuale smontaggio, l’ispezione al montaggio e l’ispezione periodica del sistema di ancoraggio.

Installatore avanzato: Persona competente, in grado di effettuare il montaggio, l’eventuale smontaggio, l’ispezione al montaggio, l’ispezione periodica e l’ispezione straordinaria del sistema di ancoraggio.

Precedentemente, venivano invece individuate tre figure, ciascuna associata ad una differente attività: l’installatore, l’ispettore e il manutentore.

Controlli da eseguire in fase di ispezione

I controlli sulla documentazione del sistema di ancoraggio introdotti nella revisione 11560 del 2022 prevedono la verifica durante le fasi di ispezione al montaggio, ispezione prima dell’uso, ispezione periodica e ispezione straordinaria circa la presenza di:

Elaborato grafico rappresentativo del sistema;

Relazione tecnica generale;

Relazione di calcolo strutturale;

Documentazione fotografica del sistema;

Dichiarazione di corretta posa del sistema;

Manuali di installazione, uso e manutenzione degli ancoraggi;

Dichiarazione di conformità/rispondenza degli ancoraggi;

Indicazione d’uso dei DPI da utilizzare;

Programma di manutenzione del sistema;

Registro delle ispezioni/manutenzioni del sistema;

Registro degli accessi al sistema.

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